Il Prosecco tra Passato e Presente

Prosecco, antico vino di un grande territorio

“Puxinum, Pucinum, Prosecho, Glera”, sono solo alcuni nomi con i quali in passato è stato conosciuto il Prosecco.

Storico vino che ha saputo esprimere la proprie caratteristiche di freschezza e giovialità sin dai tempi dei romani, infatti, era molto apprezzato da Livia, imperatrice e moglie dell’imperatore Augusto, ma molti altri hanno decantato le lodi di questo vitigno che ha saputo regalare e tutt’ora regala magnifiche emozioni a chi lo degusta. Dal poeta S. Veneziano Fortunato al famoso Aurelio Acanti con la sua opera il “Roccolo Ditirambo” al Villafranchi dove nel saggio “Enologia Toscana”descriveva le origini di questo vitigno nel golfo di Trieste, fino a nomi noti che si sono portati fino ai nostri giorni come Francesco Maria Malvolti e Antonio Carpenè che hanno contribuito all’iniziale espansione di questa varietà e al suo studio.

Il Prosecco ha saputo mantenersi nel corso dei secoli anche grazie agli sforzi compiuti dai singoli viticoltori che lavorando appassionatamente e sapientemente, hanno portato ad elevati standart di qualità questo famoso vino. Attualmente con il termine “Prosecco” viene riconosciuto il vino ottenuto dalla Glera, il nome con il quale viene identificato il vitigno atto a diventare Prosecco.

Prosecco nel triveneto

Zona di Produzione Prosecco DOC e DOCG 

La coltivazione di questa varietà è consentita in due regioni (Friuli Venezia Giulia e Veneto) ma con delle limitazioni, infatti, il Prosecco DOC viene coltivato in entrambe le regioni e in 9 province autorizzate: Trieste, Gorizia, Udine Pordenone, Treviso, Belluno, Venezia, Padova, Vicenza. Quando la raccolta delle uve, la vinificazione e l’imbottigliamento avvengono completamente nelle province di Treviso e Trieste, si possono usare le menzioni speciali Treviso o Trieste a sottolineare il valore particolare che queste due province hanno ricoperto all’interno della storia del Prosecco.

Di Prosecco DOC esistono tre tipologie: “Spumante”, “Frizzante” e quella meno nota “Fermo”, a sua volta, la tipologia “Spumante” può essere vinificata con le diciture Extradry, Dry e Brut a seconda del contenuto zuccherino residuo

Spostandosi esclusivamente in terra Veneta, il Prosecco assume connotazioni territoriali diverse e più ristrette, infatti il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG viene prodotto esclusivamente nelle colline di Conegliano e Valdobbiadene in un territorio costituito da 15 comuni e comprendendo le due capitali del Prosecco, Conegliano come centro di ricerca e sviluppo e Valdobbiadene come cuore produttivo e storico della varietà

I vitigni utilizzati per la produzione del Prosecco DOCG, tranne che per la sottozona Cartizze, sono essenzialmente la Glera più altri vitigni minori e storici della zona come Verdiso, Glera Lunga, Bianchetta Trevigiana, Perera, ma anche varietà come Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot nero vinificato in bianco. In questo caso abbiamo delle sottozone con le quali il nome Prosecco può essere accompagnato e sono: “Rive” da una dicitura dialettale che significa pendio, identifica la produzione ottenuta dai vigneti più ripidi e vocati con uve provenienti da un unico Comune o frazione di esso, per esaltare le caratteristiche che il territorio conferisce al vino. Nella denominazione sono presenti 43 rive, ed ognuna di esse esprime una diversa peculiarità di suolo, esposizione e microclima. Nel Rive la produzione è ridotta a 13 t per ettaro, le uve vengono raccolte esclusivamente a mano e viene indicato in etichetta il millesimo.

Vertice qualitativo e sintesi aurea della denominazione, il Cartizze proviene da una sottozona disciplinata fin dal 1969 di soli 107 ettari di vigneto, a forma di pentagono, compresa tra le colline più scoscese di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel comune di Valdobbiadene. Da una perfetta combinazione tra microclima dolce e terreni molto antichi ne deriva un vino unico nel suo genere sia come sapori ed emozioni che riesce a dare, sia come vitigno, infatti, l’unico vitigno con il quale è concessa la produzione di Prosecco Superiore del Cartizze è la Glera.

Per non salutarvi con l’amaro in bocca, sarete accompagnati in una breve descrizione degli abbinamenti possibili con il Prosecco distinguendolo per concentrazione zuccherina:

Tipologia Brut: Si apprezza con antipasti di pesce e di verdure, a primi classici della tavola italiana come una semplice pasta al pomodoro, e se volete un sapore più esotico provate invece con il sushi o il sashimi

Tipologia Extra Dry: Dal freddo dell’inverno all’estate più solare l’extra dry si sposa bene con minestre di legumi, frutti di mare, paste con delicati sughi di carne, formaggi freschi e carni bianche in particolare con il pollame.

Tipologia Dry: Con una elegante nota abboccata, è apprezzata con dolci a pasta secca o con i cibi piccanti della cucina fusion.